IN TEMA DI EDITORIA, LA TEORIA E LA REALTA' SONO CONTRAPPOSTE

L’edizione di sabato due novembre del quotidiano telematico fascista Secolo d’Italia riporta un articolo, firmato Italpress, nel quale si rende noto che Giuseppe Valditara – lo sciagurato Ministro dell’Istruzione attualmente in carica – ritiene che i quotidiani dovrebbero entrare nelle scuole italiane; il titolare del dicastero di viale Trastevere ha espresso il suo parere durante un incontro avvenuto negli uffici da lui occupati con Alberto Barachini, Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, e Alessandra Costante, Segretaria generale della Federazione Nazionale della Stampa Italiana: ecco le sue parole.

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«La scuola deve essere un luogo in cui i giovani imparano a sviluppare un pensiero critico, consapevole e autonomo, e in questo processo l’informazione giornalistica di qualità riveste un ruolo essenziale. Oggi più che mai, è essenziale che la scuola non solo trasmetta conoscenze, ma formi cittadini consapevoli, capaci di distinguere le fonti affidabili dalle fake news e di partecipare attivamente alla vita democratica. È importante integrare l’uso della rete e delle tecnologie digitali con l’insostituibile valore della lettura su carta e della scrittura a mano».

In linea totalmente teorica non potremmo che concordare con le parole del Valditara: la lettura dei giornali aiuterebbe i giovani a formarsi una propria idea, senza seguire improbabili siti internet, o peggio insopportabili reti sociali, che per la maggior parte del tempo spacciano falsità; il problema è che – vista la concentrazione della stragrande maggioranza della stampa borghese nelle mani di pochi oligarchi con interessi in molti altri settori economici dell’Italia – operando come sostiene il Ministro non si ha nessuna certezza di avere accesso ad informazione di buona qualità: lo dimostrano i professionisti della disinformazione di cui ci occupiamo spesso qui.

 

Bosio (Al), 08 novembre 2024

Stefano Ghio - Proletari Comunisti